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I mercati sono nervosi: temono che Paesi come la Grecia ed il Portogallo possano provocare nuovi terremoti. Ma gli investitori dovrebbero preoccuparsi anche di un altro problema, altrettanto grave: l’esposizione delle banche inglesi sul debito governativo del Regno Unito. A lanciare l’allarme è – riferisce il Wall Street Journal – un rapporto di JPMorgan, che spiega come i quattro maggiori istituti di credito del Paese ne possiedano circa 70 miliardi di sterline (110 miliardi di dollari).
Circa il 50% del debito sovrano acquistato da Lloyds, ad esempio, arriva dalla stessa Gran Bretagna, così come il 20% di quello di Barclays e, rispettivamente, il 13% ed il 6% per quanto riguarda Royal Bank of Scotland e HSBC Group. La fonte di preoccupazione sta nel fatto che il costo per assicurarsi contro un possibile default della Gran Bretagna potrebbe crescere nei prossimi mesi, proprio a causa delle condizioni di alcuni Paesi europei. E ciò si tradurrebbe in un importante costo in più per le banche. La stessa agenzia di rating Standard&Poor’s, ha spiegato ieri che non sono esclusi nuovi downgrade dell’Eurozona, proprio a causa del debito sovrano.
Si tratta di una novità per i mercati, dal momento che fino a poco tempo fa i bond governativi (ed anche altri strumenti, comprese le garanzie sulle obbligazioni) erano considerati a bassissimo rischio. Ora invece il costo per assicurarsi da un default inglese è salito a 97 mila dollari per garantire 10 milioni di debito (solo a settembre scorso era pari a 57 mila dollari). Non a caso, recentemente anche la moneta unica sta subendo l’urto delle preoccupazioni degli investitori. E qualora dovesse crescere ancora – hanno spiegato gli analisti di JPMorgan – ciò avrà un forte impatto sui risultati bancari: RBS potrebbe vedere scendere i profitti pre-tassazione dell’11% nel 2012, e Lloyd’s dell’8%.
Dott Fabio Troglia
fabio.troglia
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